Ciao a tutti, cari amici del blog! Spero stiate passando una giornata meravigliosa. Oggi voglio parlarvi di un argomento che mi sta particolarmente a cuore e che, ne sono certa, tocca molti di voi, sia direttamente che indirettamente: il mantenimento delle qualifiche per chi lavora nel delicato e fondamentale campo della riabilitazione e del supporto alle persone con disabilità.

So bene quanto sia impegnativo e, a volte, anche un po’ burocratico restare sempre aggiornati, ma credetemi, è un aspetto cruciale non solo per la nostra crescita professionale, ma soprattutto per garantire il miglior aiuto possibile a chi ne ha più bisogno.
Il mondo intorno a noi cambia velocemente, e con esso evolvono anche le metodologie, le tecnologie e, di conseguenza, le competenze richieste per svolgere al meglio questa professione così nobile.
Ricordo ancora le prime volte che mi sono immersa in corsi di aggiornamento: all’inizio pensavo fosse solo un “dovere”, ma poi ho capito quanto ogni nuova conoscenza, ogni spunto innovativo, potesse fare la differenza nella vita delle persone.
È un po’ come imparare una nuova ricetta: all’inizio segui scrupolosamente gli ingredienti, poi inizi a personalizzare, a sperimentare, e il risultato è sempre più delizioso e unico.
Negli ultimi anni, tra nuove normative e l’emergere di approcci più olistici, mantenere la propria qualifica non significa solo “avere un pezzo di carta” in regola, ma essere costantemente al passo con le sfide e le opportunità che il settore presenta.
È un impegno continuo che, se affrontato con la giusta mentalità, si trasforma in una fonte inesauribile di soddisfazione e di valore per la comunità.
Ma quali sono esattamente queste condizioni? E come possiamo destreggiarci tra corsi, crediti formativi e nuove disposizioni senza impazzire? È una domanda che mi sono posta molte volte e, per esperienza diretta, posso dirvi che la chiave è l’informazione chiara e precisa.
Andiamo a scoprire insieme tutti i dettagli fondamentali che ci permetteranno di affrontare al meglio questo percorso e di continuare a fare la differenza.
Il Battito Costante della Formazione: Perché l’Aggiornamento è Vitale per Noi Operatori
Un Impegno Etico e Professionale
Quando scegliamo di lavorare nel supporto e nella riabilitazione delle persone con disabilità, prendiamo tra le mani una responsabilità enorme, quasi sacra.
Non si tratta solo di eseguire compiti, ma di entrare in relazione con vite, sogni, sfide quotidiane che richiedono una sensibilità e una preparazione costanti.
Per me, questo è sempre stato un motore incredibile. Ricordo una volta, all’inizio della mia carriera, mi sentivo abbastanza sicura delle mie conoscenze, pensavo di averle tutte.
Poi ho partecipato a un seminario su nuove tecniche di comunicazione aumentativa e alternativa, e mi si è aperto un mondo! Ho capito che ciò che sapevo era solo la punta dell’iceberg e che non potevo permettermi di offrire meno del massimo.
Mantenere la nostra qualifica non è un mero adempimento burocratico, ma una promessa che facciamo a noi stessi e, soprattutto, alle persone che assistiamo: quella di essere sempre al loro fianco con le migliori strategie e le conoscenze più aggiornate disponibili.
È un dovere etico che si traduce in una professionalità ineccepibile, una testimonianza tangibile del nostro impegno a migliorare la qualità della vita di chi si affida a noi.
Ogni corso, ogni convegno, ogni ora passata a studiare nuovi approcci, è un tassello che aggiungiamo non solo al nostro bagaglio personale, ma al benessere collettivo di una comunità che merita solo il meglio.
L’Evoluzione dei Paradigmi di Cura
Il settore della riabilitazione e del supporto alle disabilità è un campo in continua effervescenza, sempre in movimento. Quello che era considerato l’approccio migliore dieci anni fa, oggi potrebbe essere superato da nuove scoperte scientifiche, da tecnologie innovative o da una comprensione più profonda dei bisogni individuali.
Pensate solo all’evoluzione del concetto di disabilità stesso, che da un modello puramente medico e deficitario si è spostato verso un approccio bio-psico-sociale, come quello promosso dall’ICF (International Classification of Functioning, Disability and Health).
Questo cambiamento di prospettiva non è affatto banale, richiede a noi professionisti di ripensare il nostro modo di agire, di osservare la persona nella sua interezza, considerando non solo le limitazioni ma anche le potenzialità e il contesto.
Per esperienza diretta, posso dirvi che questa nuova visione ha rivoluzionato il mio modo di lavorare. Non mi focalizzo più solo su ciò che “manca”, ma su come massimizzare ciò che “c’è”, costruendo percorsi personalizzati che tengano conto di ogni sfumatura.
L’aggiornamento costante ci permette di restare al passo con queste rivoluzioni, adottando tecniche e strumenti che fanno una reale differenza nel percorso di inclusione e autonomia.
È un’opportunità di crescita che, vi assicuro, si riflette positivamente non solo sulle persone che seguiamo, ma anche sulla nostra soddisfazione professionale e sul senso di utilità del nostro operato.
Navigare il Mondo dei Crediti ECM: La Bussola per Non Perdersi
Quanti Crediti Ci Servono?
Allora, mettiamoci comodi e parliamo di una cosa che, diciamocelo, a volte ci fa venire il mal di testa: i crediti ECM, l’Educazione Continua in Medicina.
Per noi professionisti sanitari, e non solo, è un obbligo, ma anche una grandissima opportunità. In Italia, l’ECM è stata introdotta proprio per garantire che le nostre conoscenze, competenze e performance siano sempre al top, e il sistema si basa su un principio di obbligatorietà per tutti i professionisti sanitari.
Attualmente, per il triennio che va dal 2023 al 2025, l’obbligo formativo si attesta a 150 crediti. Questo significa che, nell’arco di questi tre anni, dobbiamo accumulare un numero sufficiente di crediti attraverso vari percorsi formativi.
Non spaventatevi, non è così difficile come sembra! L’importante è organizzarsi per tempo e distribuire l’impegno. Per esempio, io cerco sempre di bilanciare corsi residenziali, che mi permettono di confrontarmi con i colleghi, con la flessibilità dei corsi online, ideali quando il tempo stringe.
L’importante è tenere d’occhio le scadenze e verificare periodicamente il proprio status sul portale del CoGeAPS (Consorzio Gestione Anagrafica Professioni Sanitarie), così da essere sempre in regola e non trovarsi all’ultimo minuto con l’acqua alla gola.
Dove Trovare i Percorsi Giusti
Trovare i corsi ECM giusti può sembrare un’impresa, ma vi assicuro che le opportunità sono tantissime e per tutti i gusti. Il mercato della formazione è ricchissimo di offerte, ma è fondamentale scegliere provider accreditati e contenuti di qualità.
Esistono piattaforme online specializzate, come quelle proposte da Omnia Consulting o ICOTEA, che offrono corsi accreditati per tutte le professioni sanitarie e coprono un’ampia gamma di tematiche legate alla disabilità.
Anche associazioni importanti come Anffas svolgono un ruolo cruciale, offrendo percorsi formativi specifici e di alto livello, sia in presenza che in modalità FAD (Formazione a Distanza), avvalendosi spesso di docenti esperti e professionisti del settore.
Io, personalmente, ho trovato molto utile seguire i webinar e i corsi in live streaming. La possibilità di partecipare comodamente da casa, magari dopo una giornata di lavoro, è impagabile, e spesso questi eventi offrono interazioni dirette con i relatori e momenti di discussione proficui con altri partecipanti.
Non dimenticate che anche la partecipazione a congressi scientifici, la docenza in programmi ECM o la pubblicazione di lavori scientifici possono valere come crediti formativi, ampliando ulteriormente le nostre opzioni.
La chiave è cercare ciò che è più coerente con il nostro specifico ambito di lavoro e i nostri obiettivi di crescita, senza dimenticare di dare un’occhiata alle tematiche di interesse generale definite a livello nazionale, che spesso riguardano le fragilità e le cronicità.
| Tipologia di Formazione | Esempi Pratici | Crediti ECM Tipici | Vantaggi |
|---|---|---|---|
| Corsi FAD (Formazione a Distanza) | Webinar, e-learning, piattaforme online | Variabili (es. 5-50 crediti) | Flessibilità oraria, accessibilità da remoto, costi spesso contenuti |
| Corsi Residenziali | Seminari, workshop, convegni in sede fisica | Generalmente più elevati | Networking, interazione diretta, approfondimento intensivo |
| Docenza/Tutoraggio ECM | Insegnamento in corsi accreditati | Specifici per ruolo e ore | Riconoscimento dell’expertise, sviluppo competenze espositive |
| Pubblicazioni Scientifiche | Articoli su riviste, relazioni a congressi | Specifici per tipo e impatto | Contributo alla comunità scientifica, visibilità |
Oltre il Certificato: Competenze Specifiche e Approcci Innovativi
L’Importanza dell’ICF e delle Nuove Classificazioni
Quando ho iniziato, si parlava molto di diagnosi e di deficit. Oggi, grazie all’introduzione della Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute (ICF) da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, la nostra prospettiva è totalmente cambiata, e per fortuna!
Non è più solo una questione di “cosa manca”, ma di “come la persona funziona” nel suo ambiente e in relazione alle sue attività. È un modello bio-psico-sociale che considera l’individuo nella sua complessità, tenendo conto di fattori personali e ambientali.
Ricordo un caso, una ragazza con disabilità motoria, per la quale un approccio basato solo sulla sua condizione fisica non avrebbe colto la sua incredibile forza di volontà e il suo desiderio di autonomia.
L’ICF mi ha permesso di costruire un Profilo di Funzionamento che includeva non solo le sue difficoltà motorie, ma anche la sua capacità di risolvere problemi, il supporto della sua famiglia e l’accessibilità della sua scuola.
Questo approccio ci spinge a guardare la persona a 360 gradi, andando oltre la mera patologia per comprendere come le diverse dimensioni della vita si influenzano a vicenda.
Per questo, partecipare a corsi che approfondiscono l’ICF e l’ICD (Classificazione Internazionale delle Malattie) è diventato per me fondamentale. Ci danno gli strumenti per una valutazione più completa e per la progettazione di interventi veramente personalizzati, che mirano al benessere complessivo e all’inclusione reale.
Non si tratta solo di acquisire una nuova conoscenza teorica, ma di cambiare radicalmente il nostro modo di percepire e supportare le persone.
Metodologie Pratiche e Strategie Relazionali
Oltre alle classificazioni, ciò che fa davvero la differenza nel nostro lavoro quotidiano sono le metodologie pratiche e le strategie relazionali. Non basta sapere la teoria, bisogna saperla applicare e, soprattutto, saper entrare in sintonia con la persona che abbiamo di fronte.
Ho sempre creduto che la comunicazione sia la chiave di tutto, specialmente quando si lavora con persone con diverse tipologie di disabilità. Ricordo un corso sulla comunicazione alternativa e aumentativa che ho seguito qualche anno fa.
All’inizio ero un po’ scettica, pensavo fosse troppo “tecnico”, ma mi ha aperto gli occhi su quante barriere linguistiche e comunicative possiamo inconsapevolmente creare.
Ho imparato a utilizzare strumenti visivi, a semplificare il linguaggio, a leggere i segnali non verbali in modo più efficace. Questi piccoli accorgimenti hanno trasformato le mie interazioni, rendendole più fluide e significative per tutti.
Molti corsi, per esempio quelli proposti da Anffas o altri enti specializzati, offrono approfondimenti su come affrontare le disabilità motorie, cognitive, fisiche e sensoriali, con un’attenzione particolare agli approcci comunicativi e alle strategie relazionali più efficaci.
Ci insegnano a riconoscere e affrontare i disturbi psicologici e comportamentali, a facilitare il recupero motorio attraverso la riabilitazione neuro-motoria, o a potenziare il linguaggio con la logopedia.
È attraverso queste competenze pratiche che riusciamo a costruire percorsi di vita indipendente e a promuovere l’integrazione sociale, fornendo un supporto che va ben oltre la pura assistenza, trasformandosi in una vera e propria alleanza per il benessere.

Il Ruolo delle Associazioni e degli Enti Formativi: Alleati Preziosi
Anffas e Altri Punti di Riferimento
Nel nostro percorso di aggiornamento e crescita professionale, le associazioni e gli enti formativi sono veri e propri pilastri, alleati insostituibili che ci guidano e ci supportano.
Tra questi, non posso non citare Anffas, l’Associazione Nazionale di Famiglie e Persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo, che da oltre 60 anni è un punto di riferimento fondamentale in Italia.
Anffas, attraverso il suo Centro Nazionale di Studi e Formazione (CS&FA) e il Consorzio La Rosa Blu, offre una vasta gamma di percorsi formativi accreditati ECM, MIUR e per l’Ordine degli Assistenti Sociali, coprendo tematiche cruciali che vanno dalla ricerca alla prevenzione, dall’abilitazione alla riabilitazione.
La loro forza sta nel combinare la teoria con una pratica solida, basata sull’esperienza quotidiana di oltre 30.000 persone con disabilità supportate sul territorio e una rete di circa 5.000 operatori e professionisti.
Ma non è l’unica realtà: esistono tantissimi altri enti accreditati, come ICOTEA e Omnia Consulting, che propongono corsi specifici, spesso con un taglio molto pratico e immediatamente spendibile nel nostro lavoro.
Queste organizzazioni non solo ci forniscono gli strumenti per crescere, ma rappresentano anche una rete di supporto, un luogo dove confrontarsi, scambiare esperienze e sentirsi parte di una comunità più ampia.
Io stessa ho trovato in queste realtà un’enorme risorsa, non solo per la formazione formale, ma anche per quel senso di appartenenza che, credetemi, fa la differenza in un lavoro così delicato e spesso impegnativo.
Corsi Online e Flessibilità di Apprendimento
Un aspetto che ha rivoluzionato il modo in cui possiamo mantenerci aggiornati è sicuramente la diffusione dei corsi online e la flessibilità di apprendimento che offrono.
Ormai viviamo in un’epoca dove il tempo è una risorsa preziosa, e conciliare il lavoro, la vita personale e l’aggiornamento professionale può essere una vera sfida.
Ed è qui che la Formazione a Distanza (FAD) entra in gioco come un vero e proprio salvavita. Le piattaforme online sono accessibili 24 ore su 24, permettendoci di studiare quando e dove vogliamo, con la possibilità di rivedere le lezioni, approfondire i materiali e svolgere test di apprendimento al nostro ritmo.
Io, per esempio, apprezzo tantissimo i corsi in live streaming. Mi permettono di partecipare a lezioni tenute da esperti di fama nazionale senza dover affrontare spostamenti, mantenendo l’interazione tipica della formazione in aula ma con tutti i vantaggi del digitale.
Molti di questi corsi offrono un numero significativo di crediti ECM e sono pensati per diverse categorie professionali, dai sanitari agli educatori, dagli psicologi ai docenti.
La possibilità di accedere a contenuti di qualità, spesso personalizzabili in base alle nostre esigenze, rende l’aggiornamento un processo molto più fluido e meno gravoso.
È una vera benedizione per chi, come noi, ha una vita piena e la necessità di essere sempre al passo con le ultime novità, senza però sacrificare il proprio tempo prezioso o affrontare costi proibitivi per gli spostamenti.
Mantenere la Qualifica: Non Solo un Obbligo, Ma un’Opportunità di Crescita
L’Impatto sul Nostro Quotidiano Professionale
A volte, quando pensiamo all’obbligo di mantenere le qualifiche, potremmo vederlo come un fardello, l’ennesima scadenza da rispettare. Ma se ci fermiamo a riflettere, ci rendiamo conto che l’impatto sul nostro quotidiano professionale è immensamente positivo e profondo.
Ogni nuova competenza acquisita, ogni aggiornamento sulle normative o sulle metodologie, si traduce direttamente in un miglioramento della qualità del nostro lavoro.
Ricordo bene quando ho imparato ad applicare in modo più strutturato il “Progetto di Vita Individuale” per le persone con disabilità, una normativa importantissima che ci guida nella costruzione di percorsi personalizzati.
Sembrava un concetto complesso, ma una volta approfondito, ha reso il mio lavoro molto più efficace e centrato sulla persona. Non solo mi ha dato strumenti più solidi, ma mi ha anche permesso di sentirmi più sicura e competente.
Questo accresce la nostra fiducia in noi stessi e, di conseguenza, la fiducia che le persone e le loro famiglie ripongono in noi. Essere aggiornati significa anche poter offrire risposte più mirate e innovative ai bisogni emergenti, contribuendo a superare ostacoli e a promuovere una maggiore autonomia e inclusione.
È un circolo virtuoso che ci rende professionisti più completi e, non da ultimo, più soddisfatti del nostro contributo.
Creare Valore e Riconoscimento
Al di là dell’aspetto puramente normativo, mantenere la propria qualifica e investire nella formazione continua significa creare valore, sia per noi stessi che per l’intera comunità.
Quando siamo aggiornati, diventiamo un punto di riferimento, una risorsa preziosa per i colleghi, per le famiglie e per le istituzioni. Questa expertise non solo ci apre nuove opportunità professionali, ma ci garantisce anche un maggiore riconoscimento nel settore.
Ho notato che, nel corso degli anni, essere sempre informata sulle ultime novità e sulle migliori pratiche mi ha permesso di partecipare a progetti più ambiziosi, di assumere ruoli di maggiore responsabilità e di contribuire attivamente allo sviluppo di nuovi servizi.
La nostra professionalità diventa un biglietto da visita che parla da sé, un’assicurazione sulla qualità del nostro operato. Ma il valore più grande, a mio avviso, è quello che riusciamo a generare per le persone con disabilità.
Offrendo servizi sempre più qualificati, inclusivi e innovativi, contribuiamo a costruire una società più giusta e accessibile, dove ognuno ha la possibilità di esprimere appieno il proprio potenziale.
È un investimento nel futuro, un impegno costante che trasforma la nostra professione in una missione quotidiana di grande significato e impatto.
Concludendo il Nostro Viaggio Formativo
Ed eccoci qui, carissimi amici, alla fine di questo nostro percorso insieme sulle qualifiche professionali. Spero davvero che queste riflessioni vi siano state utili e vi abbiano fornito nuovi spunti. Ho sempre creduto che il nostro lavoro non sia solo una professione, ma una vera e propria vocazione, un impegno quotidiano che ci arricchisce profondamente. Mantenere le nostre qualifiche, stare al passo con i tempi, non è solo un dovere burocratico, ma un gesto d’amore verso noi stessi e, soprattutto, verso le persone meravigliose che abbiamo il privilegio di affiancare. È un investimento prezioso nel nostro futuro e nella qualità della vita di chi merita il meglio che possiamo offrire. Ricordate, ogni piccolo passo nella formazione è un grande balzo in avanti per la nostra professionalità e per il benessere di tutti.
Consigli Utili per il Tuo Percorso Formativo
1. Controlla sempre il tuo status ECM sul portale CoGeAPS: è il modo più affidabile per sapere quanti crediti ti mancano e se sei in regola con l’obbligo formativo per il triennio 2023-2025. Non aspettare l’ultimo minuto!
2. Esplora le opportunità della Formazione a Distanza (FAD): è un’opzione flessibile e spesso conveniente che ti permette di aggiornarti senza stravolgere i tuoi impegni quotidiani. Ci sono tantissimi webinar e corsi online accreditati che puoi seguire comodamente da casa.
3. Dai priorità ai corsi sull’ICF e sulle nuove classificazioni: le recenti normative italiane, come il Decreto Legislativo n. 62 del 2024, pongono l’ICF al centro della valutazione e della progettazione dei progetti di vita. Una solida conoscenza in quest’area è ormai fondamentale.
4. Affidati ad enti e associazioni riconosciute: organizzazioni come Anffas, con la loro pluriennale esperienza e la rete di specialisti, offrono percorsi formativi di altissimo livello, sia in presenza che online, che coprono una vasta gamma di tematiche legate alla disabilità.
5. Pianifica il tuo aggiornamento con intelligenza: distribuisci i 150 crediti ECM necessari nel corso del triennio (2023-2025) per evitare stress e sovraccarichi. Integra diverse tipologie di formazione – residenziale, FAD, convegni – per un apprendimento più completo e stimolante.
Punti Essenziali da Ricordare
Ricapitolando, la formazione continua nel nostro campo è molto più di una semplice prassi: è il motore che ci permette di restare al passo con un mondo in costante evoluzione e di offrire un supporto sempre più efficace e all’avanguardia. È un impegno etico e professionale che si traduce nella capacità di comprendere a fondo le esigenze delle persone con disabilità, adottando un approccio bio-psico-sociale che le vede nella loro interezza, non solo in relazione a un deficit. Ho imparato che ogni corso, ogni nuova conoscenza, arricchisce non solo il mio bagaglio tecnico, ma anche la mia sensibilità e la mia capacità di entrare in relazione in modo autentico. Questo si riflette direttamente sulla qualità della vita di chi assistiamo, promuovendo una maggiore autonomia e inclusione, e sul nostro senso di realizzazione professionale. Non sottovalutiamo mai il potere della conoscenza: è lo strumento più potente che abbiamo per fare la differenza, per costruire ponti e per garantire un futuro migliore e più equo per tutti.
Domande Frequenti (FAQ) 📖
D: Quali sono i requisiti principali per mantenere la mia qualifica professionale nel settore della riabilitazione e del supporto alle persone con disabilità in Italia?
R: Ah, questa è la domanda da un milione di euro, e la risposta dipende un po’ dal tuo ruolo specifico, ma c’è un filo rosso che lega quasi tutti: l’obbligo della Formazione Continua in Medicina (ECM) per le professioni sanitarie.
Se sei un fisioterapista, un tecnico della riabilitazione psichiatrica, un logopedista, un educatore professionale con laurea sanitaria, o qualsiasi altra professione sanitaria, devi accumulare un certo numero di crediti ECM ogni triennio.
Attualmente, per il triennio 2023-2025, l’obbligo è di 150 crediti ECM. Non c’è una scadenza rigida anno per anno, l’importante è arrivare a fine triennio con il “bottino” completo.
Questo sistema è pensato proprio per garantirci di restare sempre aggiornati sulle ultime evidenze scientifiche e sulle migliori pratiche, un po’ come un allenamento costante per essere sempre al top.
Per esperienza, posso dirti che è un impegno, ma anche una grandissima opportunità per approfondire argomenti che ti appassionano o scoprire nuove metodologie.
Per gli Educatori Professionali Socio-Pedagogici, invece, la situazione è un po’ più recente con l’istituzione del nuovo Ordine delle Professioni Pedagogiche ed Educative tramite la Legge 55/2024.
Per loro, l’iscrizione all’albo è diventata obbligatoria per esercitare in alcuni contesti, e c’è stata una proroga per le domande di iscrizione semplificata fino al 31 marzo 2026.
È fondamentale verificare di avere la laurea giusta (spesso L-19) e i crediti formativi specifici in ambito pedagogico. Insomma, che tu sia del ramo sanitario o socio-pedagogico, l’aggiornamento è la parola d’ordine!
D: Dove posso trovare corsi di formazione affidabili e accreditati per adempiere a questi obblighi formativi?
R: Ottima domanda! Trovare i corsi giusti è fondamentale per non sprecare tempo ed energie. Per quanto riguarda i crediti ECM, la cosa più importante è scegliere provider accreditati.
Questi sono enti riconosciuti che erogano formazione valida ai fini dell’ECM. Puoi trovare un elenco aggiornato sul sito dell’Agenas (Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali), che è il punto di riferimento per l’ECM in Italia.
Molte associazioni professionali di categoria offrono anche corsi specifici e di alta qualità, spesso pensati proprio per le esigenze della nostra professione.
Io stessa mi sono trovata benissimo con i corsi offerti dalla mia associazione, perché si sentiva che erano fatti da colleghi per i colleghi, con una profonda comprensione delle nostre sfide quotidiane.
Puoi scegliere tra corsi residenziali (quelli in presenza, che io adoro per l’opportunità di confrontarmi con gli altri), oppure i più flessibili FAD (Formazione A Distanza), come i corsi online, che sono perfetti se hai poco tempo o vivi lontano dai grandi centri.
Ci sono anche università e fondazioni che propongono master e corsi di perfezionamento, che non solo ti danno crediti ma arricchiscono tantissimo il tuo bagaglio professionale.
Per gli Educatori Professionali Socio-Pedagogici, le università sono il canale principale per i percorsi di laurea abilitanti (L-19) e per eventuali percorsi integrativi per chi ha già altre lauree ma necessita di crediti specifici in ambito pedagogico.
Il mio consiglio è di dare un’occhiata anche alle piattaforme online specializzate, ma sempre verificando l’accreditamento. Ricorda, investire nella tua formazione è il miglior investimento che tu possa fare per il tuo futuro professionale e per le persone che aiuti!
D: Quali sono i rischi e le conseguenze se non si rispettano gli obblighi di formazione continua?
R: Questo è un punto cruciale, e ci tengo a essere molto chiara perché è una di quelle cose che “non vorrei mai capitassero a un amico”. Non rispettare l’obbligo formativo può portare a conseguenze significative, sia a livello professionale che, purtroppo, anche economico.
Primo fra tutti, si rischia di incorrere in sanzioni disciplinari da parte del proprio Ordine professionale. Nessuno vuole vedersi richiamare o, peggio, subire provvedimenti per una leggerezza sull’aggiornamento.
Ma c’è una novità ancora più stringente che è stata introdotta e che mi ha colpita molto: a partire dal 2026, chi non avrà completato almeno il 70% dei crediti ECM previsti per il triennio rischia seriamente di non essere coperto dalla propria polizza assicurativa professionale!
Questo è un aspetto che non possiamo assolutamente sottovalutare. Pensateci bene: in un settore delicato come il nostro, lavorare senza la giusta copertura assicurativa è un rischio enorme, sia per noi che per i nostri assistiti.
Al di là delle sanzioni e dei rischi assicurativi, c’è un aspetto etico e professionale che per me è ancora più importante. Non aggiornarsi significa, di fatto, non offrire il miglior servizio possibile.
Il mondo della riabilitazione e del supporto è in continua evoluzione, emergono nuove tecniche, nuove comprensioni della disabilità, e se non siamo al passo, rischiamo di rimanere indietro e di non dare alle persone l’aiuto più efficace e innovativo.
Personalmente, mi sentirei molto a disagio sapendo di non aver fatto tutto il possibile per mantenere le mie competenze affilate. È una questione di rispetto verso chi ripone fiducia in noi.
Quindi, il mio appello è: non rimandate! Controllate la vostra situazione, pianificate la vostra formazione, e prendete questo obbligo come un’opportunità preziosa per crescere e fare la differenza.






